È un’intima collezione di ricordi la mostra “Capsule” di Pino Pipoli, un’autobiografia per oggetti in cui coesistono il passato e il presente dell’artista. Pensata appositamente per lo spazio Tender della galleria Doppelgaenger, l’esposizione è concepita come uno studio d’artista in cui le opere d’arte sono gli stessi oggetti che lo hanno accompagnato durante l’infanzia e l’adolescenza.

Questa sua prima personale in Puglia sembra quasi un ritorno alle origini. Nato a Molfetta, ma formatosi a Bari, Pipoli si trasferisce in Germania per poi stabilirsi tra Milano e Livorno, maturando una ricerca che è costantemente contaminata dai vari linguaggi delle arti visive; una sperimentazione in continuo divenire, spaziando dall’illustrazione al design, dalla moda alla scenografia, sottolineando quel legame tra design e proporzioni che si riflette nel concept della stessa mostra.

Rifacendosi a quel magico e affascinante processo creativo che è il dadaismo, di decontestualizzazione dell’oggetto per trasformarlo in concetto, restituendogli una nuova identità, Pipoli attinge dal “bagaglio dei ricordi” di famiglia. Dunque assembla una lampada a un taccuino da disegno e altri strumenti utilizzati da ragazzo con cui crea una scrivania da lavoro in cui racconta di sé e dei suoi genitori, non senza una nota di nostalgia; a questi vi aggiunge materiali come vetri con cui crea una stratificazione di riflessi.

L’elemento della sovrapposizione ritorna anche nell’autoritratto più rappresentativo fra quelli esposti in mostra, intitolato Pino autoritratto, un raffinato lavoro eseguito ad olio su un doppio strato di vetro: l’artista vi dipinge un albero fra i cui rami resta sospesa e incastrata una sfera, un chiaro riferimento alla capsula appunto, che rappresenta il superamento della fase infantile e il passaggio a quella adolescenziale.

Pino Pipoli sa raccontarsi con l’eleganza e la discrezione di chi si apre al proprio interlocutore senza esporsi, proteggendo il proprio vissuto. Un sottile e sofisticato gioco di equilibri che oscilla tra destabilizzazione e azione, una perfetta sintesi di evoluzione e mutazione.

 

La mostra è visitabile fino al 4 marzo dalle 17:00 alle 20:00

Tender to Doppelgaenger

Via Bozzi 73

Bari

Ingresso libero

 

INFO

www.doppelgaenger.it

328 209 4920

392 820 3008

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