Nella mattinata odierna i Carabinieri di Bari hanno dato esecuzione ad un provvedimento di cumulo pene, emesso lo scorso 22 settembre dalla Procura Generale della Repubblica di Bari, nei confronti di 13 persone appartenenti ad un gruppo malavitoso dedito al traffico e allo spaccio di droga, operante nel sud Barese in una vasta area compresa tra i comuni di Casamassima, Cellamare e Altamura.

L’attività principale del gruppo criminale era il traffico degli stupefacenti, in particolare eroina, cocaina e hashish, che consentiva ai componenti del sodalizio di ottenere ingenti guadagni, in parte utilizzati anche per mantenere le famiglie dei sodali detenuti.

TUTTI I NOMI

Da liberi sono finiti in carcere, dovendo espiare, rispettivamente 6 anni e 6 mesi, anni 4 e mesi 3, anni 1 e mesi 1, di reclusione il 38enne Antonio Chiera, il 34enne Giovanni Sidella , 29enne Vincenzo Stramaglia tutti originari di Casamassima.

Erano ai domiciliari e adesso sono in carcere Antonio Cimarrusti (43), Pasquale Cristantielli (31), Domenico Lagalante (27) tutti di Casamassima; Alessandro Carbonara (38) di Triggiano, Gianluca Mele (39) di Noci e Domenico Giordano (37) di Bari. I malviventi dovranno scontare rispettivamente, 6 anni e 1 mese, 13 anni e 10 mesi e 1 anno i primi tre, e 6 anni di reclusione gli ultimi 3.

Infine Angelo De Tommaso, 54enne di Adelfia, e Giuseppe Esposito, 33enne di Casamassima sono finiti sempre in carcere dovendo espiare rispettivamente anni 1 e mesi 2, oltre al recupero della pena pecuniaria di euro 13.000,00, e anni 2 e mesi 8, oltre al recupero della multa di euro 4.000,00, entrambe le pene vengono sospese, potendo ottenere una misura alternativa alla detenzione;

Inoltre Cesare Gilberti, 42enne di Cellamare, è stato colpito da sola pena pecuniaria di 14mila euro, avendo già espiato la condanna di anni 2 e mesi 10. Domenico Stramaglia, invece, deve espiare anni 1 e mesi 2 di reclusione, con sospensione della pena, potendo ottenere una misura alternativa alla detenzione.

I suddetti provvedimenti scaturiscono da un’importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che, nell’ottobre 2013, consentì di sgominare un’organizzazione criminale, operante nella zona sud della provincia barese, dedita al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, aggravata dall’utilizzo di armi ed esplosivi attraverso i quali il gruppo imponeva la propria supremazia sul territorio. In totale, nella richiamata operazione, furono 15 gli arresti eseguiti e diverse furono le persone denunciate in stato di libertà, alcune delle quali oggi colpite da ordine di espiazione pena o ordine di carcerazione per cumulo pena.

Quella disarticolata era una potente organizzazione armata, in grado di disporre di un arsenale di tutto rispetto, costituito da armi di vario genere, compresi fucili d’assalto Ak 47 Kalashnikov. In tale ambito, significativo risultò il sequestro di armi operato nel 2006 dai Carabinieri di Gioia del Colle. In quell’occasione furono arrestati Antonio Cimarrusti e Domenico De Iure, poiché in un garage di loro pertinenza furono rinvenuti: 1 Kalashnikov, 2 pistole mitragliatrici, 4 fucili, 8 pistole e due giubbotti antiproiettile, oltre a numerose munizioni di vario calibro.

Gli accertamenti balistici permisero di accertare che il Kalashnikov era stato usato nel clamoroso attentato avvenuto nel maggio del 2004 contro Cosimo Di Cosola, capo dell’omonimo clan mafioso barese. In quell’occasione ignoti esplosero una raffica contro l’abitazione del Di Cosola e lanciarono una granata che distrusse l’auto del famigerato esponente criminale.

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