Io ero sul treno partito da Monopoli alle 19.18 – commenta uno dei passeggeri dei convogli rimasti bloccati sulla linea Bari-Lecce -. Siamo rimasti fermi a Polignano senza sapere cosa stesse accadendo e senza avere alcun aiuto. Io sono andata via perché mi hanno recuperata degli amici, ma c’era gente che doveva arrivare a Bari per andare in aeroporto e ha perso volo e soldi”.

Nel periodo più caldo degli arrivi e delle partenza per le vacanze, il fulmine che ha colpito il cavo dell’alta tensione, finito sui binari all’altezza di Torre a Mare, ha stravolto i piani di centinaia di persone. “La calamità naturale – incalza un altro passeggero – non è un alibi per l’assoluta mancanza di informazioni. In tanti, se solo avessero saputo si sarebbero potuti organizzare diversamente”.

Proteste a parte, resta l’impressionante ritardo accumulato dai treni. Il treno 8891 delle 19.43 è partito da Bari con 250 minuti di ritardo, intorno alla mezzanotte. Il numro 8813 delle 20.25, invece, è ripartito a mezzanotte e 13 minuti, con 220 minuti di ritardo. Infine, il frecciabianca 8819 proveniente da Milano, intorno alle 00.15 segnava già 70 minuti di ritardo; ben 105 i minuti accumulati sulla tabella di marcia dal treno 611 partito da Bologna.

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