È andato in campagna e ha appeso la corda al ramo di un albero. Protagonista del gesto estremo un 28enne di un paese della provincia di Bari, apparentemente senza problemi. Nel portafogli i Carabinieri hanno trovato una lettera scritta di suo pugno in cui il giovane spiega le ragioni del gesto.

Qualunque esse siano resta il dramma di chi se né andato e di una famiglia distrutta dal dolore. Solo alcuni giorni fa avevamo intervistato la professoressa Maristella Buonsante, direttore del centro di salute mentale della Asl di Bari, che ci aveva parlato di quanto il disagio psichico fosse in aumento, tanto che l’organizzazione mondiale della sanità individua la depressione come prima causa di morte dal 2020.

Purtroppo in quella intervista era emerso un altro elemento preoccupante. Chi si occupa di disagio sociale, a mene che non segua i pazienti direttamente attraverso il servizio di igiene mentale, neppure conosce quanta gente decide di farla finita per i problemi più disparati.

Spetta a tutti prestare un attenzione maggiore nei confronti di quanti appaiono particolarmente taciturni, introversi, estraniati dalla realtà, poco inclini ai rapporti sociali, in modo da evitare queste immani tragedie che, per ragioni deontologiche di presunto rispetto e forse comodità, nella maggior parte dei casi restano silenti.

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