I Carabinieri di Noci su provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Bari hanno posto i sigilli al Dama D’angiò, noto locale del luogo molto frequentato anche da avventori dei paesi limitrofi. Alla base del provvedimento, richiesto dagli stessi militari, l’elevato rumore proveniente dall’esercizio lamentato proprio dai Carabinieri.

“A turno –  ci ha detto l’avvocato Giuseppe Sgobba, legale del titolare – i militari della locale Stazione hanno rilasciato testimonianza di non poter dormire la notte perché il loro alloggio è poco distante dal bar”.

“La cosa singolare  – ha proseguito l’avvocato – è che la Comunicazione della Notizia di Reato è stata data al pm dagli stessi Carabinieri di Noci. La parte offesa è la stessa che ieri sera ha provveduto a verbalizzare durante le procedure di sequestro del locale e di tutta la strumentazione. Mai vista una cosa del genere”.

Secondo i soliti bene informati, anche il vecchio gestore del D’Angiò aveva subito lo stesso trattamento, e per questo si era convinto a mollare tutto: “Ora il titolare si ritrova con le rate del gazebo esterno da pagare, gazebo regolarmente autorizzato dall’ufficio tecnico, anche questo sigillato. Tutti gli strumenti per la diffusione della musica rimossi insieme ai fili e sequestrati. I ragazzi che lavoravano lì da ieri sera si ritrovano senza lavoro”.

“Mi chiedo  – ha concluso l’avvocato Sgobba  – se dovrebbero sequestrare preventivamente anche tutte le strumentazioni degli eventi pubblici organizzati dall’amministrazione comunale. In verità fanno molto più rumore, ma c’è il vantaggio che non si tengono vicino agli alloggi dei Carabinieri”.

Nel video allegato all’articolo, girato dal titolare del Dama D’Angiò, le fasi del sequestro.

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