Ieri mattina verso le ore 10:45, in prossimità della nuova rotatoria tra via Tommaso Fiore e via Della Carboneria, il conducente di una Volkswagen Golf, incurante della presenza degli Agenti che regolavano il traffico, ha pensato bene di superare i veicoli incolonnati in attesa di accedere all’area di sosta del cimitero, non rispettando l’ordine di arrivo, suscitando così l’ira degli altri automobilisti fermi ed in regolare attesa.

Raggiunto da uno degli Agenti presenti sul posto, è stato invitato a rispettare la fila d’ingresso ma, per tutta risposta, prima ha inveito minacciando verbalmente l’agente, poi è passato alle vie di fatto sferrandogli un pugno in faccia. L’autore dell’insulso gesto, un 47nne barese residente nel Quartiere San Paolo, con precedenti penali, è stato fermato e condotto presso il comando e posto agli arresti domiciliari per i reati di cui agli artt. 61 – 336 – 337 – 582 del C.P. per minacce, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il rito per direttissima si svolgerà questa mattina

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1 COMMENTO

  1. La coda sul modernissimo ponte arrivava a Deodato, per chi viaggiava (diciamo così) in direzione del cimitero. La bella giornata, unita alla tradizionale gioiosità tipica del giorno dedicato a San Giuseppe e alla festa del papà, ha stimolato decine di automobilisti, fermi in coda, a farsi bellissimi selfie (è vero!) per immortalare quel casino infernale. Il divertimento era condito dalla vista dei poveri Vigili che cercavano disperatamente di venire a capo dell’ingarbugliata matassa. La festa si è rovinata, perché qualcuno aveva molta fretta, a causa delle zeppole che si diceva stessero per finire nelle pasticcerie. Tra l’altro, nessuno aveva avvertito che l’ingresso al parcheggio del cimitero era stato automatizzato, velocizzando alla Speedy Gonzales, l’entrata. Non sapendo bene i fatti e presi dal panico della carenza delle zeppole, qualcuno ha scaricato il suo stress sul Vigile, colpevole di far da parafulmine ai “grandi pensatori” della viabilità del futuro.
    La dissimulazione comporta il silenzio assoluto ed è quello che è accaduto da parte di tutti, compreso gli assenti e rinomati difensori dei lavoratori. La colpa è tutta del Vigile, che si arrogava il diritto di far rispettare la legge. Chissà come si comporterà la prossima volta che gli accadrà un episodio simile. E non si dica che è pagato per questo, perché non lo è per niente, anche se nessuno ci crede.

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