L'istituto alberghiero Perotti di Bari.

Colpita da una tremenda pallonata in faccia, finisce immobilizzata a casa. Protagonista dell’ennesimo episodio violento è una professoressa di educazione fisica dell’istituto alberghiero Perotti di Bari, in via Niceforo.

La docente aveva portato in palestra la sua classe, stranamente senza dover condividere lo spazio con altre scolaresche. Tra il gruppo degli scalmanati c’è un ragazzo che proprio non vuole accogliere l’invito della professoressa a non calciare il pallone da pallavolo. L’invito diventa sempre più perentorio, fino ad essere ordine, comunque ignorato visto l’epilogo. L’alunno calcia la palla in maniera violenta e colpisce in pieno volto la professoressa, costretta a farsi medicare in pronto soccorso.

Succede nel lungo periodo nero del Perotti, l’istituto alberghiero della sospensione di cinque giorni all’alunno che con un calcio ha fatto precipitare un’altra insegnante giù per le scale. Una punizione giudicata troppo morbida da buona parte del corpo docente, sempre più in rotta con la dirigente scolastica, Rosangela Colucci.

Il clima è teso e la sensazione è che tutto possa precipitare da un momento all’altro. Del resto, stando ad alcuni racconti che ci vengono fatti, pare che gli episodi di questo tipo siano tanti e tutti molto gravi, come quello della professoressa “attaccata al muro” con una cattedra. In quest’utimo caso il sospetto che il ragazzo possa aver colpito volutamente la docente è forte, ma noi volgiamo credere sia stato un caso, come successo in altre occasioni. Resta un’evidenza: senza punizioni esemplari purtroppo ognuno penserà di potersi comportare come crede.

Dai racconti dei docenti e degli studenti esausti emergono altri elementi particolarmente preoccupanti, che continueremo a raccontarvi con la speranza che prima o poi la dirigente scolastica voglia rispondere alle nostre domande.

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3 COMMENTI

  1. Il dirigente scolastico è responsabile, in prima persona, del buon andamento della scuola. Questo giustifica uno stipendio sproporzionatamente più alto rispetto agli insegnanti, ma presuppone anche una maggiore responsabilità, sia in campo contabile-amministrativo, sia nei confronti del personale e degli studenti. Se non si ha il coraggio di prendere difficili decisioni, cosi eludendo proprio quelle responsabilità per cui si è pagati, forse è meglio cambiare mestiere.

  2. Non capisco questa campagna denigratoria contro l’IPSSAR Perotti e la nostra dirigente. Lavoro in questa scuola da 6 anni e posso affermare che le notizie che scrivete sono tendenziose e romanzate. L’alunno, che ha fatto cadere con un calcio l’insegnante, è stato espulso dall’Istituto e si dichiara pentito, affermando che quel post su fb non è stato lui a scriverlo. Vorrei capire le vostre ragioni per accanirvi così contro la nostra scuola….

  3. L’alunno non è stato espulso, se n’è andato. Sono due cose differenti. Non è una campagna denigratoria, ma il racconto pedissequo dei fatti.

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