Un pomeriggio dagli esiti inimmaginabili quello vissuto oggi dall’infermiera, dalla soccorritrice e dall’autista di un equipaggio del 118 barese. Chiamati al quartiere Carbonara per intervenire su un presunto attacco epilettico, i tre hanno soccorso una paziente in stato d’ansia e l’hanno caricata sul lettino.

Prima di salire sul veicolo, però, la donna ha richiesto la presenza con sé di una parente. Al rifiuto dei sanitari, la donna si è sfilata l’ago dalla vena, facendo schizzare il proprio sangue fuori e dentro l’ambulanza. Non contenta la paziente ha poi aggredito l’infermiera e la soccorritrice.

Al pestaggio si sono aggiunti alcuni parenti, che hanno malmenato le malcapitate alla presenza dei Carabinieri. Le due soccorritrici e l’autista sono poi corsi al pronto soccorso dell’ospedale Di Venere per farsi medicare, non prima di ricevere pesanti minacce di morte.

Nel frattempo, dopo che alla centrale operativa era giunta un’altra richiesta di soccorso dalla stessa donna protagonista della vicenda, il personale di un’altra ambulanza si è recato sul posto, attendendo l’arrivo delle forze dell’ordine prima di entrare in casa. Quest’ultima, però, avrebbe rifiutato di far entrare gli agenti e l’ambulanza avrebbe dunque fatto marcia indietro.

Per la soccorritrice e l’infermiera del primo mezzo, oltre a un forte spavento, anche danni importanti: il personale medico dell’ospedale Di Venere ha deciso di trasferirle al reparto di Chirurgia Plastica del Policlinico affinché potessero ricevere le cure del caso ai volti, solcati da vistose ferite.

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7 COMMENTI

  1. Sarebbe bello fare una legge che preveda l’annullamento di ogni diritto all’assistenza per chi si macchia di questi reati contro i soccorritori, ma siamo in Italia.

  2. dopo la prima ambulanza, gli mandano pure la seconda…
    sarà la politica della Centrale Operativa di Bari “armiamoci e partite…”.
    Ancora.. il Direttore e qualche dirigente ASL si fosse scomodato a mostrare vicinanza e diniego per ciò che accade quotidianamente in strada a soccorritori,infermieri e medici di sto’118

  3. Non c’entra nulla Bari, l’umanità intera ormai crede solo nel materiale, ha perso completamente i valori più nobili. Le poche menti illuminate vengono derise e fatte fuori. Se ognuno di noi non comincia ad intraprendere un serio cammino di crescita, questa sarà la normalità. GIUSEPPE ROMITO

  4. Episodio da condannare, ma non credo che le soccorritrici abbiano avuto a che fare con una famiglia di pazzi. Interroghiamoci piuttosto su come viene trattato il malato dalle professionalità sanitarie…

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