L'ingresso in una delle fermate Metro di Roma, chiuso per il terremoto di questa mattina.

Sono tantissimi i baresi che per motivi di studio o lavoro vivono nel centro Italia. Tantissimi, dunque, i genitori e parenti che in queste ore vivono con trepidazione le notizie che arrivano da Amatrice, Roma, L’Aquila e tutte le altre realtà protagoniste delle nuove scosse di terremoto.

Tra i baresi romani d’adozione c’è Nicola, che questa mattina, al momento del sismo, era in metro. “I convogli – racconta – sono stati fermati ed evacuati, facendo scattare scene di panico tra i passeggeri. Tanti avevano paura, qualcuno urlava a squarciagola ‘Moriremo tutti’. CI siamo riversati in tantissimi nelle strade”.

Le linee B e B1 della metropolitana romana, a differenza della A, sono rimaste chiuse più a lungo e rimpiazzate da navette sostitutive. Dopo le 14.30, tutto è tornato alla normalità o quasi. Tanti cittadini della Capitale sono infatti ancora per strada, precauzionalmente fuori dalle mura domestiche.

Disagi importanti anche per i pugliesi che lavorano in Abruzzo, regione in cui le scosse di terremoto sono accompagnate in queste ore da fitte nevicate. Chiusi gli uffici pubblici nelle giornate di oggi e domani, difficile rintracciare i propri cari nelle province di L’Aquila e Teramo a causa di maltempo e intasamento del traffico telefonico.

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