C’erano clandestini afghani a bordo della Norman Atlantic. Il numero preciso è impossibile da conoscere. Venti, ma forse anche di più. Ed è anche per questo motivo che il numero dei morti è destinato a salire e sicuramente ci sono dei dispersi che, nelle fasi di trasbordo dal traghetto alle imbarcazioni giunte in soccorso, si sono lanciati in mare. Ci sarà da lavorare per le procure di Bari e Brindisi che hanno aperto due diverse inchieste sulla tragedia del Norman Atlantic partito da Igoumenitsa, porto greco da cui da sempre i clandestini si imbarcano, e diretto ad Ancona.

Nelle ultime ore gli inquirenti hanno ascoltato diverse persone tra i passeggeri del traghetto andato in fiamme che sono sopravvissute. Tante di diverse nazionalità le quali hanno confermato che a bordo c’erano clandestini che si nascondevano nel garage da dove è divampato l’incendio che ha provocato la tragedia. Resta da capire quanti fossero effettivamente, se mai le indagini riusciranno a stabilirlo. All’appello mancherebbe anche un sacerdote ortodosso. I racconti dei superstiti – dicono gli investigatori che li hanno ascoltati a lungo – sono drammatici e shoccanti. Raccontano di una tragedia ancora senza un perché, di una tragedia che probabilmente avrebbe potuto essere evitata. La capitaneria di porto che, pure, sta indagando sul disastro ritiene che ci siano state delle gravi mancanze in materia di sicurezza. Ed è anche in questa direzione che si stanno concentrando le indagini. Qualcosa che non va c’è sicuramente. Ci sarebbero delle responsabilità e anche ben precise. Gli inquirenti, e potrebbe non passare molto tempo, dovranno solo individuarle, stabilendo quali siano state le irregolarità. Mentre le operazioni di recupero erano ancora in corso, gli inquirenti stavano già indagando per fare piena luce su questa tragedia avvenuta alle porte del nuovo anno. Le prime risposte si potrebbero avere già nel giro di qualche giorno.

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