Pablo, 22enne spagnolo incontrato a Bari durante il suo giro del mondo in autostop.

Pablo è un giovane di 22 anni che ha deciso di lasciare per un attimo tutto da parte e girare il mondo. L’abbiamo incontrato mentre percorreva a piedi il ponte strallato, senza minimamente domandarsi se fosse “quello del cimitero” o “quello di Deodato”. Era semplicemente strada da lasciare passo dopo passo sotto i propri piedi, alle spalle.

Pablo è passato per Bari mentre faceva ritorno nella sua Madrid, dopo essere partito dall’Indonesia ed essere passato, tra le altre, da Malesia, Thailandia, Cambogia, Laos, Cina, Kirghizistan e Uzbekistan. Quindici mesi di viaggio, in cui per sostentarsi ha accettato piccoli lavoretti qua e là in cambio di vitto e alloggio.

Quando trova connessioni Wi-Fi, contatta i genitori, adesso lontani solo 2700 chilometri. Li raggiungerà non prima di aver fatto tappa a Firenze e a Brescia, perché in Toscana ha un amico e gli piacciono le Alpi. Poi andrà a Milano, e di lì prima a Tolosa e poi in Spagna.

Pablo ha percorso strade e sentieri improvvisati, senza rispettare un programma. Troppo distanti i luoghi visitati da casa per immaginarne uno, per chi ha deciso di girare il mondo in lungo e in largo. “Volevo vedere – spiega – ciò che c’è di grande e ciò che c’è di piccolo al mondo, i chilometri percorsi li calcolerò alla fine”.

Quando arriverà a Madrid, Pablo si fermerà un po’ e cercherà di realizzare il suo più grande desiderio: lavorare la terra. “Ho imparato – racconta – da tante diverse culture. Non serve niente di chimico per ottenere i migliori prodotti, ma solo agenti naturali”.

Ha conosciuto tantissime persone, percorso tratti di viaggio con più uomini che donne, ma la sorpresa più grande è stata ricevere passaggi da tante donne mediorientali, abbattendo di fatto ogni cliché. “Viaggiare – afferma Pablo prima di salutarci – è importante e necessario come bere e mangiare. Viaggiate per aprire la mente”.

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