Un’assemblea pubblica per parlare insieme del futuro “Parco della Rinascita”. A proporla è il Comitato Cittadino Fibronit che ha organizzato l’evento per giovedì 5 ottobre nella parrocchia di San Francesco d’Assisi a Japigia.

“Siamo partiti da capannoni dai tetti pericolanti, da coperture in cemento amianto che liberavano nell’aria fibre d’asbesto, e siamo giunti a bianchi teloni che avvolgono i grigi capannoni della Fibronit pronti per essere distrutti – scrive il Comitato in una nota – Ci son voluti quasi due decenni per ottenere questi risultati, ma ora tutto questo sta accadendo”.

“In questo modo il Comitato Cittadino Fibronit raggiunge il secondo obiettivo statutario dei tre previsti. Dopo la dichiarazione di inedificabilità, siamo alla messa in sicurezza definitiva dell’area dell’ex stabilimento Fibronit di Bari. Ora dobbiamo dedicare tutte le nostre energie al raggiungimento del terzo e ultimo obiettivo: il Parco della Rinascita.

“Potrebbe sembrare l’operazione più semplice, ma non crediamo lo sia – si legge sempre nella nota – Il rischio maggiore è che la progettazione avvenga senza un adeguato coinvolgimento dei cittadini, gli unici e autentici protagonisti di questa durissima battaglia. Riteniamo che abbiano acquisito sul campo il diritto di proporre e di scegliere quale Parco desiderano, evitando di ritrovarsi con scelte calate dall’alto che soddisferanno solo i tecnicismi architettonici di chi le avrà approntate. Vorremmo evitare di ritrovarci in una situazione analoga a quella di via Sparano il cui restyling, ancora oggi, non trova nella città adeguati consensi.

“Questo lo ribadiremo nell’assemblea pubblica che terremo giovedì 5 Ottobre, a partire dalle 19,00, presso la parrocchia di San Francesco d’Assisi, al quartiere Japigia, dopo aver ripercorso le tappe della vicenda Fibronit ed illustrato cosa sta accadendo e cosa accadrà nell’area dell’ex stabilimento di manufatti in cemento amianto”.

Nel finale un appello al sindaco Decaro: “Rivolgeremo un appello al Sindaco di Bari affinché faccia propria questa esigenza di partecipazione che i cittadini hanno dimostrato di avere e si faccia garante di trovare modi e tempi per coinvolgere nelle scelte l’intera città. Questo consentirà al Parco della Rinascita di appartenere ai cittadini che sicuramente avranno un motivo in più per amarlo, rispettarlo e salvaguardarlo dai tentativi di offesa che potrebbe subire. Anche per questo ci piace chiamarlo “Parco della Rinascita”, perché dovrà ricostruire il corretto rapporto tra cittadini e bene comune”.

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