Eravamo andati a Noicattaro perché alcuni cittadini ci avevano segnalato la quasi completa inutilità della residenza sanitaria assistenziale e del poliambulatorio della Asl di Bari in via dei Cappuccini. Un dipendente era in ferie e non c’era nessuno che potesse sostituirlo, creando così cinque giorni di disservizio ad una comunità di 28mila persone.

Ci siamo accorti, però, che quella era solo la punta dell’iceberg. Incuriositi dagli ascensori spenti e da una sensazione macabra di degrado, nonostante parte della struttura fosse abitata, senza che nessuno ci controllasse o fermasse, siamo riusciti a raggiungere il piano meno uno: controsoffitto marcio, estintori manutenuti l’ultima volta tra giugno e dicembre del 2011, ultima verifica agli ascensori a luglio del 2005, attrezzature abbandonate, scartoffie con dati sensibili a portata di mano, polvere e sporcizia ovunque.

Dopo il nostro giro di perlustrazione, siamo andati nella parte abitata della struttura per chiedere spiegazioni, per far notare che predoni, senzatetto e vandali avrebbero avuto vita facile senza un intervento. I dipendenti Asl, però, non possono parlare coi giornalisti, ormai la filastrocca la conosciamo a memoria. Quella secondo cui a noi non è consentito riprendere dentro strutture pubbliche, le stesse che le pubbliche ammunistrazioni possono mandare in malora in questo modo.

Dopo che siamo andati via, pregando il personale in servizio di chiudere quantomeno le porte della parte inutilizzata della struttura, sono stati chiamati i carabinieri. I miliatari, arrivati sul posto, avranno preso atto della nostra presenza. Chi lo sa. Non contenti, però, siamo tornati il giorno dopo, per verificare se finalmente il polimabulatorio fosse stato reso inaccessibile. Per esserne certi siamo andati fuori dall’orario d’ufficio. Neppure questo, però, ha convinto ad intervenire chi ha la responsabilità di quella struttura, per la cui realizzazione, avvenuta a più riprese a cominciare dagli anni ’80, si sono spese vagonate di soldi pubblici.

Il polimabulatorio di Noicattaro non è solo un colossale spreco di soldi pubblici, anche perché altri ne dovranno essere spesi per completarlo e rimetterlo in sesto, ma una sberla in faccia ai cittadini. L’altro lato della medaglia con le promesse e gli annunci dei vertici della sanità pubblica. Quel posto è una continua minaccia per i dipendenti, che nei loro uffici, per esempio nel consultorio al primo piano o nella guardia medica al piano terra, possono ritrovarsi chiunque in qualsiasi momento.

Uno dei dipendenti ci ha assicurato che entro un mese partiranno i lavori. Benissimo, ma finora il poliambulatorio è stato terra di nessuno, al centro spesso di proclami elettorali. Soldi pubblici buttati nel water, proprio così, e nessuna risposta alla domanda di salute del territorio. Dal telefono della Asl di Bari, trovato nella “stanza dei bottoni”, sempre al piano meno uno, abbiamo prima chiamato la Asl senza successo, poi il Comune di Noicattaro.

Ci siamo premuniti di avvisare della situazione un dirigente comunale, sperando si possa fare portavoce di quando abbiamo documentato. In attesa del ripristino della struttura, con la speranza che venga rimessa in piedi per essere funzionante e non solo per farla marcire nuovamente, andate a chiudere le porte, per il rispetto che si deve alla cosa pubblica e il dovere di assicurare ai dipendenti il massimo dell’incolumità.

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