Uva coltivata nei sacchetti di carta o plastica microforata, in modo da far respirare il frutto ed evitare l’attacco di insetti e parassiti. Succede a Barletta, Adelfia e Noicattaro.

Si tratta di una sperimentazione triennale finanziata con 100mila euro dalla Regione Puglia e altri 50mila euro investiti dalla spin off Sinagri dell’Università di Bari, dal centro ricerche Basile-Caramia di Locorotondo e dalle aziende O.P. Tarulli di Pino Tarulli, O.P. Agritalia e azienda agricola Onofrio Campagna. L’idea è venuta a due ricercatori, l’adelfiese Costantino Pirolo e il collega Pierfederico Lanotte durante un viaggio in Cina.

La ricerca, per ora sul campo, sta dando buoni risultati. Il frutto presenta un colore uniforme ed è piacevole al gusto. Ciò che bisognerà accertare adesso, attraverso le analisi di laboratorio, è se i sacchietti aiutano anche a ridurre la quantità di fitofarmaci utilizzati purtroppo in maniera massiva per il trattamento dell’uva su larga scala.

In quel caso sarebbe un gran bel passo in avanti anche per il bene del consumatore finale. Siamo stati ad Adelfia per intervistare il ricercatore Costantino Pirolo.

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