“La ricerca è partita da 20 aziende, alcune pugliesi, alcune siciliane, si sono unite in un consorzio e la stanno finanziando. Bisogna dare loro il merito sotto questo aspetto”. Costantino Pirolo, ricercatore già incontrato a proposito dell’uva coltivata nel sacchetto per evitare l’attacco di insetti e parassiti, stavolta parla di quella senza i fastidiosissimi semi.

“La ricerca si svolge in laboratorio e in campo, a partire dalla fioritura, per unire in matrimonio due varietà differenti. I figli che ne vengono fuori sono simili ai genitori – evidenzia Pirolo – ma tutti diversi, un po’ come succede a noi umani. Questi figli vengono provati in campo, messi a dimora nei terreni di proprietà dell’Università di Bari a Valenzano”.

“Il finanziamento è interamente privato, il pubblico ha messo solo il terreno appunto, il primo risultato sono le diverse varietà di uva senza vinacciolo che abbiamo ottenuto, ora le dobbiamo testare anche per la qualità, dobbiamo capire se possono essere immesse sul mercato e piacere ai consumatori. A diversa gente i vinaccioli danno fastidio, alcune mamme  – sorride il ricercatore – sbucciano l’uva ai figli, che così crescendo si abituano a mangiarla senza semi”.

La ricerca è condotta dallo spin off dell’Università di Bari Sinagri, in collaborazione con il Centro diricerca, sperimentazione, formazione in agricoltura Basile Caramia di Locorotondo. “Ci vorrà tempo, su questo con le aziende bisogna essere chiari. Dalla fioritura al momento in cui riusciamo a vedere il grappolo nei campi passano 3-4 anni, le piantine devono crescere, arrivare a frutto, e noi ne dobbiamo studiare le caratteristiche di fertilità, produttività e qualità. Dato che ogni anno riusciamo a mettere in campo 2-3mila piante tutte diverse tra loro, significa studiare ogni anno altrettanti fenotipi diversi. Dopo 4-5 anni avremo 15-20mila piante diverse da guardare, tra cui scegliere quella che effettivamente può essere la varietà del futuro e consentire all’Italia di stare sul mercato rispetto alle altre nazioni, che ci stanno propinando in questo momento i loro brevetti. La missione è abbastanza lunga e difficile”.

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