Infissi esterni da cambiare dopo soli tre anni. All’ospedale Perinei “le frequenti avversità meteorologiche” costano care: ben 600mila euro per la sostituzione dopo i 250mila già spesi soltanto due anni fa per il raddoppiamento.

Lo leggiamo nella delibera Asl 1271 del 3 luglio: “Accertata la precaria situazione in cui versano le stanze di degenza durante le frequenti avversità meteorologiche – è scritto nella nota – tenendo conto della posizione in cui è ubicato l’ospedale, per la cifra di 600mila euro verranno intrapresi lavori per la sostituzione degli infissi esterni dei reparti di degenza dal 2° al 6° piano”.

Non certo una notizia negativa, anzi: giusto che si facciano dei lavori di manutenzione in un ospedale, ma di sicuro sorprende con quanta facilità si consumino o vengano danneggiati gli infissi della struttura murgiana. Questi lavori, infatti, arrivano dopo poco più di tre anni dalla “nuova” inaugurazione del nosocomio (era il 2014) ma soprattutto a soli due anni dal “raddoppio” degli stessi infissi.

Con la delibera 1828 del 23 maggio 2015 vennero infatti avviati “lavori di manutenzione straordinaria relativi alla fornitura e posa in opera di nuovi infissi esterni, a raddoppio di quelli esistenti presso l’ospedale perinei”. Cifra stimata ben 250mila euro. Erano lavori considerati urgenti per “scongiurare le copiose infiltrazioni di acqua e di aria nelle stanze di degenza, dovute alla mancanza di una adeguata tenuta degli infissi continuamente sollecitati dalla forte pressione dei venti”.

Ricapitolando: in tre anni, con due interventi diversi, sono stati spesi circa 850mila euro. Mica bruscolini. La somma impegnata in un così breve arco di tempo pone una serie di interrogativi: Nel giro di due anni il costo degli infissi è così aumentato da triplicato il prezzo finale? E perché sostituire infissi che sono stati già messi in posa solo un anno e mezzo fa su una struttura che, tra l’altro, dovrebbe essere relativamente nuova? Nel 2015 sono stati realmente sostituiti gli infissi? e se no, che fine hanno fatto i 250mila euro stanziati con la delibera? Tutte domande che meriterebbero una risposta esaustiva da parte dei vertici dell’Ospedale d’eccellenza murgiano.

Intanto i lavori per la realizzazione di pensillina e recinzione delle aree di stoccaggio dei rifiuti presso lo stesso nosocomio verranno finalmente effettuati. Lo si legge nella delibera 1274 del 3 luglio di quest’anno: “I rifiuti solidi depositati – è scritto nella nota – rimangono esposti alle avverse condizioni atmosferiche e alla diversa tipologia di fauna, specie cani randagi”. Anche qui, però, sorge un dubbio: con i cani sparpagliati sulle colline murgiane c’è il rischio che si sia diffusa qualche malattia?

E poi c’è la il problema degli avvallamenti nel pavimento in alcuni ambienti del blocco operatorio. Una questione per cui si battevano, fin dal marzo 2016, sia il Direttore Sanitario sia il primario del reparto di Anestesia e Rianimazione: pronto un intervento urgente “al fine di salvaguardare – si legge nella delibera del 3 luglio – sia l’incolumità del personale operante che le condizioni igieniche degli ambienti” ma fino ad ora le condizioni igieniche sono state rispettate in un ambiente operatorio? l’incolumità degli operatori è stata salvaguardata? operatori, che, nonostante le avversità meteorologiche e dirigenziali, continuano a far funzionare questa eccellenza.

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