Domani 18 marzo, lo abbiamo ricordato più volte, Cisas e Confail hanno proclamato lo sciopero del trasporto pubblico dalle 8.30 alle 12.30. Alla manifestazione aderiranno anche iscritti a Cgil e Uilt. La situazione all’Amtab è particolarmente tesa. Al centro della contestazione il testo unico aziendale, secondo una parte dei sindacati eccessivamente penalizzante per i dipendenti, già costretti a lavorare su autentici rottami.

Nonostante la mazzata finale al testo unico, giudicato una porcheria da Michele Lepore, segretario provinciale della Cisas, ildirettore generale non cede e comunica che non intende abrogarlo. Il referendum è quello abrogativo dell’accordo aziendale indetto il 16 marzo.

In tanti hanno sperato non si raggiungesse neppure il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto per evitare di riaprire la discussione. Le cose, però, sono andate diversamente. Alle urne si sono presentati 410 dei 679 votanti. In 383 hanno detto no al testo unico aziendale, solo 21 sì, mentre 6 sono state complessivamente le schede bianche e nulle.

Quello di domani potrebbe essere solo il primo di una serie di scioperi nel caso l’azienda, pur messa con le spalle al muro in considerazione del’esito referendario, continuerà a rimanere ferma sulle proprie posizioni. Tutto questo mentre gli utenti devono fare tutti i giorni i conti con un servizio più che scadente.

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