In una città che pende tutta da una parte, politicamente e fisicamente visti i marciapiedi nuovi di zecca, salire su di un autobus per un disabile in sedia a rotelle non dovrebbe essere complicato. Invece succede che un sabato sera vero le 19.30, il malcapitato, con il suo accompagnatore, chieda all’autista della vettura 7115 di aprire la rampa per poter salire con la carrozzina. In un paese degno di questo nome, le pedane per i disabili sono automatizzate, ma Bari evidentemente non appartiene all’élite, così l’autista, unico dipendente dell’Amtab presente in quel momento, si alza dal posto di guida e inizia a maneggiare con la maniglia della pedana per sollevarla.

Inutilmente però, come le gasteme che deve avere lanciato mentalmente, perché la maniglia, forse ormai “incollata” dallo scarsissimo utilizzo e arrugginita dalla mancata manutenzione, non vuol proprio saperne di muoversi. Pensa che ti ripensa, all’autista viene in mente di utilizzare una chiave per fare leva, e quando finalmente riesce ad aprire la pedana, viene fuori tutto lo schifo possibile e immaginabile. Secondo qualcuno che ha assistito a tutta la scena, mancavano soltanto i tipi morti.

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