“La risoluzione delle criticità igienico sanitarie emerse nella sede del comitato regionale della Puglia è improcrastinabile”. È la sintesi estrema della lettera riservata inviata dal direttore generale della Croce Rossa Italiana, Patrizia Ravaioli, al direttore regionale della Croce Rossa pugliese, Giuseppe Maggio, e per conoscenza al presidente pugliese dell’ente strumentale, Ilaria Decimo, e al capo del dipartimento Risorse Umane e Organizzazione della Croce Rossa Italiana, Nicola Niglio.

Dopo mesi di denunce, ma soprattutto il verbale degli ispettori dello SPESAL della Asl di Bari, si è deciso di restituire decoro alla sede in piazza Mercantile e dignità ai lavoratori, costretti in ambienti sporchi e maleodoranti. Peccato però che di improcrastinabile non ci sia un bel niente.

Qualche giorno fa, è stato chiesto a cinque aziende di preparare un preventivo per occuparsi delle pulizie della storica sede barese della Croce Rossa. La scadenza è il 22 agosto, termine non certo perentorio rispetto alle necessità emerse dopo l’ispezione della Asl e del medico competente. In attesa di richiedere i preventivi, se davvero il direttore generale Ravaioli riteneva le criticità baresi così drastiche, sarebbe stato forse opportuno provvedere con una misura urgente e temporanea.

L’ennesimo intervento scoordinato e mal gestito, stuzzica la nostra presunzione. Viene da chiedesi quanto improcrastinabile sarebbe stato l’intervento richiesto ai distratti vertici della Croce Rossa pugliese e al dottor Niglio, se il responsabile per la sicurezza dei lavoratori della Croce Rossa di Puglia e Molise, la Uil Funzione Pubblica e il nostro giornale non avessero scritto decine tra solleciti e articoli per evidenziare lo stato pietoso di sciatteria e sporcizia della sede regionale.

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