La determina è del 27 luglio, ma l’avvicendamento tra il colonnello Giovanni Rocchi e Francesco Palumbo alla guida della direzione della Croce Rossa pugliese era nell’aria da qualche tempo. Oggi Rocchi e Palumbo saranno al cospetto del presidente nazionale Francesco Rocca. La convocazione risale alla settimana scorsa, a quando il neo direttore stava iniziando a farsi un’idea di quale fosse l’andazzo. Speriamo che tra gli obiettivi da raggiungere consegnati a Palumbo ci sia anche quello di fare chiarezza sui presunti rimborsi non dovuti che avrebbe intascato il suo predecessore: hotel, ristoranti e altre spese. L’incarico di direttore non gratuito e non è pagato male, sufficiente per vivere dignitosamente senza dover attingere ai pochi fondi dell’ente. Pare, ma sono indiscrezioni che raccogliamo dai nostri amici in via Toscana, che il direttorore Palumbo abbia già iniziato a chiedere informazioni e a guardare le carte per capire il da farsi.

Adesso ci vorrebbe una presa di posizione di Rocca. Il suo via libera a controllare chi lui stesso aveva mandato a controllare e “punire” i non allineati sarebbe cosa buona e giusta. Fermo restando che volontari, dipendenti e dirigenti si chiedono a che titolo Rocchi possa rimanere a Bari per il cambio della guardia sul groppone delle casse  non certo floride della Croce Rossa. Neppure le grandi imprese hanno due direttori, figuriamoci se può permetterselo l’ente benefico. Dopo il colloquio il quadro potrebbe essere più preciso e si potrà capire meglio se Rocca scaricherà o meno uno dei suoi pupilli. Intanto ci permettiamo di dare al nuovo direttore Palumbo, il consiglio di chiudere tutte le situazioni irrisolte che gravano sul comitato barese, quello per cui più ci siamo spesi maggiormente nell’ultimo anno. Qualora qualcuno se lo fosse dimenticato, i denari che sarebbero stati sperperati e i presunti abusi commessi sarebbero stati fatti dall’associazione di promozione sociale (privata), ma con i soldi, i mezzi e sotto il benemerito emblema unico della Croce Rossa Italiana.

La cosa certa è che proprio ieri è conclusa la visita periodica del revisore dei conti al comitato regionale della Puglia. Pare che anche l’emissario della Ragioneria dello Stato abbia sottolineato come la questione dei rimborsi debba essere chiatita. In questo modo, non entrando nel merito, forse si è dato il tempo per decidere chi deve pagare cosa. Ciò che non è chiaro, ma che potrebbe essere chiarito in men che non si pensi, è il fatto che da Roma qualcuno potrebbe fare delle precisazioni o una smentita con carte alla mano, se le spese di Rocchi siano mai state autorizzate e in che termini. Il problema in questo modo sarebbe risolto senza arrivare a un intervento della Guardia di Finanza, della Procura o della Corte dei Conti.
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